25Giugno2017

Inaugurazione del “Percorso di alta formazione all’impegno sociale, educativo, etico e sanitario”

La misericordia di Dio nell’atto terapeutico e assistenziale, è stata la linea guida della giornata inaugurale dedicata al “Percorso di alta formazione all’impegno sociale, educativo, etico e sanitario”, giunto alla VI Edizione. La conversazione che ha avuto luogo presso l’Auditorium “V. Vailati di Manfredonia, s’inserisce nel contesto dell’ampio programma dell’evento formativo della Pastorale Sanitaria. Ad organizzarlo l’Arcidiocesi Manfredonia, Vieste, San, Giovanni Rotondo, Ufficio per la Pastorale della Salute, con il patrocinio dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Italiana, dal Ministero della Salute e da numerosi enti.
L’argomento dell’evento formativo che ha come riflessione: “Una nuova filosofia della cura per un nuovo umanesimo” ed è stato promosso in collaborazione con l’IRCCS “Casa Sollievo della Sofferenza”, in qualità di Provider per l’accreditamento ECM, che consente ai partecipanti di ottenere 50 crediti formativi di Educazione continua in Medicina che si conclude con il rilascio di un attestato di formazione.
A presenziare l’evento, S. E. Mons. Michele Castoro, arcivescovo dell’Arcidiocesi Manfredonia, Vieste, San Giovanni Rotondo, nonché presidente dell’IRCCS, CSS. Ospiti d’eccezione: il dott. Michele Emiliano, governatore della Regione Puglia, il prof. Filippo Maria Boscia, presidente nazionale dell’AMCI (Associazione Medici Cattolici Italiani). Non ultimi, il dott. Domenico Crupi, direttore generale di Casa Sollievo della Sofferenza, il dott. Vito Piazzolla, direttore generale Asl Fg., don Carmine Arice, direttore Ufficio nazionale per la pastorale della salute della CEI e componente della Pontificia Commissione per le attività del settore sanitario delle persone giuridiche pubbliche della Chiesa, il dott. Paolo Balzamo, responsabile scientifico dell’evento e la dott.ssa Annamaria Salvemini, moderatrice.
Nutrito, quanto qualificatissimo e attento l’uditorio intervenuto, tra i quali abbiamo notato: il consigliere regionale avv. Paolo Campo, il dott. Giuseppe Grasso, presidente AMCI di Manfredonia, la dott.ssa Lucia Miglionico, responsabile del reparto di oncologia infantile di Casa Sollievo della Sofferenza, il dott. Renato Sammarco, consigliere dell’Ordine dei Medici della Provincia di Foggia, numerosi medici e operatori nel settore sanitario, tra cui Michele Vairo, presidente dell’ANT e un foltissimo pubblico.
La dott.ssa Salvemini, dopo aver dato lettura dell’indirizzo di saluto da parte del sindaco Angelo Riccardi e della dott.ssa Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute, giustificandone l’assenza per impegni istituzionali, ha ceduto la parola a S. E. Mons. Castoro il quale, nel rendere grazie a Dio per l’opera meritoria di quanti, operatori sanitari e volontari fanno per chi soffre, ha sottolineato che gli esseri umani necessitano di una cosa in più: l’opera di Misericordia corporale di S. Pio; perché è tanto importante curare la malattia, ma ancor più importante è prendersi cura del malato. Dopo i saluti istituzionali delle autorità presenti, la Lectio Magistralis affidata a don Carmine Arice che ha parlato della “Misericordia di Dio nell’atto terapeutico e assistenziale”.
Nelle considerazioni introduttive, l’oratore parla dell’atto terapeutico proporzionato e corretto quando la dimensione sacerdotale interagisce con “la cura e la guarigione mediante l’opera sacerdotale, sanitaria, spirituale e sociale di tutta l’organizzazione ospedaliera” (S. Pio 1966). “Educati dal Vangelo della Misericordia alla pienezza della vita – sostiene don Carmine – significa seguire l’invito di papa Francesco a tenere fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare noi stessi segno efficace dell’agire del Padre… perché la Chiesa renda più forte ed efficace la testimonianza dei credenti. La sofferenza e la malattia aggrediscono l’uomo come i briganti, nella parabola del buon samaritano. Il dolore isola. Colui che soffre fortemente vede dalla sua condizione, con terribile freddezza, le cose al di fuori. Visitare il malato significa, allora, offrire con discrezione, amore e competenza, una vicinanza, per attraversare insieme il guado della malattia”.
Attraverso queste brevi considerazioni stralciate dalla dotta relazione di don Carmine, si evince che l’efficacia della relazione pastorale rapportata all’aiuto al malato è direttamente proporzionato alle qualità umane e spirituali di chi la esercita. Pertanto, l’operatore pastorale non porta qualcosa, ma testimonia. Al termine, la sig.ra Angela Quitadamo, nota artista della ceramica, ha offerto agli ospiti delle proprie creazioni.
Matteo di Sabato