22Settembre2018

Intervento del cardinale Francesco Montenegro sul tema dei migranti

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Il cardinale Francesco Montenegro è recentemente intervenuto sulla questione dei migranti con alcune riflessioni molto toccanti che l’AMCI, nelle persone del Presidente Nazionale prof. Filippo Maria Boscia e dell’Assistente Nazionale Card. Edoardo Menichelli, condivide pienamente.

Ecco perché riteniamo utile pubblicare sul nostro sito nazionale alcuni passaggi particolarmente significativi dell'intervento del Cardinale Montenegro.

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«La politica non si fa a slogan e la fede non è buonismo». Il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas italiana interviene sulla questione di nave Diciotti e si chiede:  

«Se la politica deve solo gridare e mostrare il braccio di ferro o deve trovare delle soluzioni? È sullo scontro che noi costruiremo il presente e il futuro o è il dialogo? E la povertà che significa? Gli interrogativi sono tanti e non per fare accademia ma perché in questo modo non riusciamo più a raccapezzarci. Oggi per divertimento o per fare qualcosa di diverso si può sparare a un altro uomo solo perché ha il colore della pelle diverso. Sino a qualche tempo fa non si pensava una cosa simile, oggi diventa possibile pensarla. E perché? Perché si sta creando un clima dove l’altro - e la colpa è il colore della pelle – non merita quello che merito io. Lo avevo già detto e lo ripeto: ma perché i nostri migranti possono partire e non diciamo niente? E se a un certo punto dovessero dire ai nostri che non possono più partire perché non sono più ricevuti che significherà questo?

Ci dovremmo chiedere, noi vescovi e sacerdoti innanzitutto, cosa significa il Vangelo nelle mani dei cristiani. Se il Vangelo è il mio navigatore satellitare io devo seguire quella strada, ma se scelgo le pagine da leggere e ne rifiuto alcune allora qualcosa non funziona più. Come cristiano non solo libero di scegliere se fare o non fare. Non è più solo un problema di amore o di solidarietà, per noi cristiani diventa un problema di fede perché accogliere l’altro è accogliere Cristo, chi rifiuta l’ altro rifiuto Cristo.

E io come posso accettare Cristo nell’ Eucaristia - e Lui mi ha detto che si trova in un pezzo di pane - e rifiutarlo nel fratello - e Lui mi ha detto che si trova nel fratello- se è lo stesso Cristo? Quindi è il Vangelo che mi mette con le spalle al muro. O lo strappo tutto e dico che per me il Vangelo non è importante, oppure non posso accontantarmi di celebrare riti dimenticando ciò che sta alla base della fede e va ribadito. Non è più solo un problema di amore o di solidarietà, per noi cristiani diventa un problema di fede perché accogliere l’altro è accogliere Cristo, chi rifiuta l’altro rifiuto Cristo».


Cosa bisognerebbe fare?


«La politica deve dare le risposte tecniche, ma per farlo dovrebbe mettersi a un tavolo a pensare, non a gridare con slogan. E poi dovrebbe rimettere al centro l’uomo. Sono stato a Bruxelles e la delusione più grande è che in questa Comunità europea non c’ è l’uomo al centro, c’ è l’economia, il profitto, la finanza, allora la Ue è l’ unione degli egoismi.

Ma tanti egoismi messi insieme non fanno mai comunità. Allora perché ci chiamiamo comunità se dobbiamo sommare solo gli egoismi? Allora i tecnici dovrebbero garantirci quelle possibilità che ci sono per trovare una soluzione a questi problemi. Allora forse dovremo finire con la colonizzazione, dovremmo smetterla di prendere da questa gente ciò che ci è utile e dare il corrispettivo anziché rubare, forse si tratta di non sostenere più quei Paesi che sono illegali e che noi manteniamo perché un po’ ci fanno tornare i conti in pari.

È questo che dovrebbe fare la politica. Poi il cristiano con il Vangelo sente che il suo atteggiamento dovrebbe essere una apertura di cuore. Se non riesco ad aprire una casa perché non ce l’ho, non posso però tenere chiuso anche il cuore e aprirlo solo a chi mi piace. Anche l’eucaristia è una presenza di Gesù facile perché il pane non parla, è pulito, è bianco, ma se questo Gesù nel quale credo ha il torto di presentarsi con i pantaloni strappati e fa puzza o ha fame io me lo tengo lontano. Ma se faccio così posso davvero dire di essere un buon cristiano?».