SPECIALE SUL SUICIDIO ASSISTITO: I RECENTI ARTICOLI DI BOSCIA E ANELLI - LA PETIZIONE UFFICIALE (da firmare!), GLI INTERVENTI DI MENICHELLI, BOSCIA, BATTIMELLI E OJETTI

Abbiamo il piacere di pubblicare, in allegato, anche due recenti articoli a firma del nostro Presidente  Filippo Boscia: "Diciamo di no all'eutanasia: per i malati terminali servono cure!" e del Presidente Fnomceo dott. Filippo Anelli: "Fine Vita: il medico non potrà mai dare la morte!"

Rappresentano infatti un contributo fondamentale all'acceso dibattito in corso, dopo la sconcertante sentenza della Corte Costituzionale in tema di suicidio assistito.


 LA PETIZIONE


Pubblichiamo qui sotto il testo della PETIZIONE inviata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ai presidenti di Camera e Senato a firma dell'AMCI nella persona del Presidente Nazionale Filippo Boscia e di diverse associazioni cattoliche a seguito delle ben note decisioni della Corte Costituzionale in materia di suicidio assistito . 

CHIEDIAMO A TUTTI DI FIRMARE QUESTA PETIZIONE AL LINK: www.provitaefamiglia.it/petizione

Desideriamo poi anche informarvi che per disposizione del presidente Filippo Boscia il dr. Giuseppe Battimelli parteciperà per  l’AMCI domani pomeriggio dalle ore 15.15 alle 16.00 su TV 2000 (canale 28 satellitare) alla trasmissione in diretta “SIANO NOI”  che ha per argomento la sentenza della Consulta sul suicidio assistito. Sarà presente in studio anche mons. Stefano Russo, segretario generale della CEI.

 

Alleghiamo infine un articolo di Stefano Ojetti sullo stesso argomento, pubblicato da Avvenire


   
La Corte costituzionale, il 25 settembre, ha deciso di depenalizzare il suicidio assistito - in alcuni casi - invitando il parlamento a legiferare sul fine vita, creando così - secondo i firmatari della presente - un vulnus etico nella tutela del diritto alla vita nel nostro ordinamento. Ormai, secondo le condizioni stabilite dalla Corte, alcune vite sono meno degne di altre e non vale più in modo assoluto il fondamentale principio della salvaguardia della vita.

Se il parlamento dovesse seguire questa linea di pensiero (come fanno presagire alcuni disegni di legge già presentati), l'Italia non tarderebbe a divenire come quei pochissimi paesi che hanno legalizzato da anni il suicidio assistito o l'eutanasia, nei quali - come in Olanda - si sopprimono anche i bambini, le persone affette da demenza o da altre patologie psichiatriche, e dove in cui le richieste di eutanasia aumentano in modo esponenziale.

In effetti, una volta negata l'indisponibilità della vita, i "paletti" che circoscrivono i casi in cui si può chiedere l'eutanasia o il suicidio assistito sembrano arbitrari, e la condizione fondamentale, cioè quella di una "sofferenza ritenuta intollerabile", è talmente soggettiva da poter essere estesa ai casi più disparati. Il rischio del piano inclinato è troppo reale e la tentazione per lo Stato di risparmiare sulle cure è consistente.

Il Presidente del Consiglio, parlando al Senato (il 10/09/19), ha giustamente affermato: «Posso solo raccomandare che sarebbe opportuno incentivare il ricorso alle cure palliative, le misure per alleviare la sofferenza dei malati inguaribili e rafforzare la formazione bioetica degli operatori sanitari». Ha aggiunto: «Il diritto alla vita è fondamentale presidio giuridico di tutela per ogni essere umano, è quel diritto da cui si irradiano tutti gli altri». Seguire con coerenza questi principi implica riconoscere che la vita di ogni essere umano è intoccabile, e che nemmeno il Parlamento può decidere quali vite si possono sopprimere e quali no. Auspichiamo quindi uno Stato che investa sulle cure palliative, in modo da eliminare la sofferenza e non il sofferente, uno Stato in cui i medici siano formati per sostenere la vita e non per sopprimerla.

Chiediamo pertanto di tutelare la vita e di fare tutto ciò che è in vostro potere per evitare che il Parlamento possa legiferare su eutanasia e suicidio assistito, aggravando quella breccia già aperta dalla Consulta.