24Marzo2019

NOTA UNITARIA sulla Marcia per la vita di Parigi

L'AMCI e  le associazioni cattoliche : 

“Siamo gioiosamente grati al Santo Padre per aver ribadito, in occasione della Marcia per la vita di Parigi, che il diritto di obiezione di coscienza è fondamentale per la professione medica. Un incoraggiamento importante per i medici e gli operatori sanitari obiettori che quotidianamente testimoniano il valore della vita umana dal concepimento alla sua conclusione naturale e per questo sono spesso osteggiati e messi ai margini”.

Lo dichiarano, in una nota congiunta, Associazione Scienza e Vita (Alberto Gambino), Associazione italiana ginecologi e ostetrici cattolici (Pino Noia), Associazione italiana di pastorale sanitaria (Giovanni Cervellera), Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici (Tonino Cantelmi), Associazione medici cattolici italiani (Filippo Boscia), Federazione europea medici cattolici (Vincenzo De Filippis), Forum socio-sanitario (Aldo Bova), Movimento per la vita italiano (Marina Casini Bandini), Società italiana per la Bioetica e i Comitati etici (Francesco Bellino), Unione farmacisti cattolici italiani (Piero Uroda).

“Contrariamente a quanto in genere si pensa – prosegue la nota – l’obiezione non è una banale ‘astensione da’, ma è soprattutto una ‘promozione di’, cioè dell’accoglienza della vita umana. Per questo, contro gli obiettori è in corso un attacco antimoderno, contraddittorio e perciò irrazionale, frutto di quella ‘cultura dello scarto’ che rifiuta lo sguardo sul concepito e sulle altre fasi fragili della vita pretendendo di imporre tale rifiuto a tutta la società, fino a violare il diritto fondamentale alla libertà di coscienza e di pensiero”.

In particolare, per quanto riguarda la vita nascente, ricordano le associazioni cattoliche, “l’obiettore è una figura molto scomoda, perché ben conosce la verità scientifica: l’essere umano concepito e non ancora nato è uno di noi. In nome di un presunto ‘diritto di aborto’ si pretende di far tacere gli obiettori giungendo a cancellare il diritto fondamentale – riconosciuto nelle moderne carte sui diritti dell’uomo e anche nel diritto costituzionale – alla libertà di coscienza e di pensiero.

Sarebbe poi importante che anche nei cittadini che si rivolgono ai sanitari maturasse il rispetto della coscienza del medico che non deve essere mai considerato mero esecutore di volontà altrui, ma soggetto il cui comportamento deve passare attraverso la valutazione delle proprie competenze, del proprio convincimento clinico, della propria coscienza”.

Ancora una volta, dunque, concludono le associazioni cattoliche, “le parole incisive ed efficaci di Papa Francesco ci confortano e ci sostengono e siamo certi contribuiranno a consolidare nella coscienza collettiva il riconoscimento della dignità umana di tutti e di ciascuno, a nobilitare la professione medico-sanitaria, a suscitare l’accoglienza dei bambini in viaggio verso la nascita, dei malati e dei disabili, a irrobustire il servizio alla vita nascente e alla maternità durante la gravidanza, ad avere sempre a cuore la relazione di cura in tutte le fasi della vita”.

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