Giuseppe Battimelli: IL SUICIDIO MEDICALMENTE ASSISTITO

 Siamo lieti di pubblicare (in allegato) un  articolo a cura del nostro vice-presidente nazionale Giuseppe Battimelli su un tema di grande interesse ed attualità:

IL SUICIDIO MEDICALMENTE ASSISTITO - Una riflessione su alcune questioni che rimangono aperte dopo la sentenza della Consulta e in attesa di una legge.

RIASSUNTO

L’Autore riflette criticamente sui vari aspetti della sentenza n. 242/2019 della Corte Costituzionale, chiamata ad esprimersi in merito al giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 580 del codice penale, che contempla il reato di istigazione o aiuto al suicidio, nella quale si stabilisce che non è punibile l’agevolazione da parte del medico al suicidio del paziente, che trovasi in determinate condizioni. In attesa di un intervento del legislatore, l’A. individua alcune questioni che rimangono aperte.

n.b. : in allegato troverete l'articolo completo e scaricabile


 

 

Linee guida e responsabilità medica nella emergenza da Covid-19.

RIASSUNTO

(in allegato troverete l'articolo completo ed altre pubblicazioni dello stesso Battimelli)

L’eccezionalità dell’emergenza sanitaria da Covid-19 ha certamente messo in evidenza e ha determinato, tra l’altro, possibili criticità riguardo alla responsabilità civile e penale dei medici e degli operatori sanitari (e non solo), con la possibilità di acutizzarsi di eventuali contenziosi e conflitti. La Legge n. 24 dell’8 marzo 2017 (nota come“legge Gelli-Bianco”), introducendo l’art. 590-sexies c.p., fa riferimento alle linee-guida come approvate secondo il procedimento contemplato dall’art. 5 e pubblicate ai sensi di legge, e solo se risultano effettivamente osservate saranno considerate come esimente della responsabilità medica per i casi di imperizia; in mancanza, la legge stessa e quindi la norma penale, prevede che il sanitario dovrà attenersi alle “buone pratiche clinico-assistenziali”.

In questa riflessione l’A. esamina i diversi documenti, sottolineandone la diversa cogenza, apparsi sulla delicata questione dall’inizio della pandemia da COVID-19, a partire dal primo di essi, quello della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) del 6 marzo 2020, e poi quello pubblicato dal Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB) e quello congiunto della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO) e della SIAARTI.

Ma l’attenzione maggiore è stata posta sul documento redatto da parte ancora della SIAARTI e della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA) come sollecitato dall’Istituto Superiore di Sanità con il Centro Nazionale di Eccellenza Clinica Qualità e Sicurezza delle Cure (CNEC), che può essere considerato tra le linee guida, come approvate e classificate a norma dell’art.5 della legge n. 24/2017.


"La Tutela della salute nell'emergenza pandemica : tra diritti e criticità" (e pubblicato su Civitas Hippocratica). E Battimelli, in questo suo importante lavoro, riflette soprattutto sui doveri deontologici ed etici verso l’ammalato, che non possono essere violati in considerazione degli aspetti dell’emergenza, perché diversamente, se si tiene conto aprioristicamente e acriticamente soltanto delle conseguenze, si potrebbero giustificare in qualche misura deroghe, tra l’altro arbitrarie, al principio e al diritto alla tutela della salute personale, con ricadute di tipo utilitaristico.

 NB: pubblichiamo in allegato il testo completo (e scaricabile) di questo interessante articolo, unitamente ad altre pubblicazioni recenti dello stesso Battimelli-