18Ottobre2017

PAPA FRANCESCO e il Vangelo della Vita.

Regina Coeli. Piazza San Pietro, VII Domenica di Pasqua, 12 maggio 2013
«Saluto i partecipanti alla "Marcia per la vita" che ha avuto luogo questa mattina a Roma e invito a mantenere viva l'attenzione di tutti sul tema cosi importante del rispetto per la vita umana sin dal momento del suo concepimento. A questo proposito, mi piace ricordare anche la raccolta di firme che oggi si tiene in molte parrocchie italiane, al fine di sostenere l'iniziativa europea "Uno di noi", per garantire protezione giuridica all'embrione, tutelando ogni essere umano sin dal primo istante della sua esistenza. Un momento speciale per coloro che hanno a cuore la difesa della sacralità della vita umana sarà la "Giornata dell'Evangelium Vitae", che avrà luogo qui in Vaticano, nel contesto dell'Anno della fede, il 15 e 16 giugno prossimo».


Discorso ai partecipanti all'incontro promosso dalla Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici  Sala Clementina, 20 settembre 2013
«Pur essendo per loro natura al servizio della vita, le professioni sanitarie sono indotte a volte a non rispettare la vita stessa. Invece, come ci ricorda l'Enciclica Caritas in veritate, "l'apertura alla vita e al centro del vero sviluppo. Non c’è vero sviluppo senza questa apertura alla vita. Se si perde la sensibilità personale e sociale verso l'accoglienza di una nuova vita, anche altre forme di accoglienza utili alla vita sociale si inaridiscono. L'accoglienza della vita tempra le energie morali e rende capaci di aiuto reciproco" (n. 28). La situazione paradossale si vede nel fatto che, mentre si attribuiscono alla persona nuovi diritti, a volte anche presunti diritti, non sempre si tutela la vita come valore primario e diritto primordiale di ogni uomo. Il fine ultimo dell'agire medico rimane sempre la difesa e la promozione della vita.
Una diffusa mentalità dell'utile, la "cultura dello scarto", che oggi schiavizza i cuori e le intelligenze di tanti, ha un altissimo costo: richiede di eliminare esseri umani, soprattutto se fisicamente o socialmente più deboli. La nostra risposta a questa mentalità e un "si" deciso e senza tentennamenti alla vita. "Il primo diritto di una persona umana e la sua vita. Essa ha altri beni e alcuni di essi sono più preziosi; ma e quello il bene fondamentale, condizione per tutti gli altri" (Congregazione per la Dottrina della Fede, Dichiarazione sull'aborto procurato, 18 novembre 1974, 11). Le cose hanno un prezzo e sono vendibili, ma le persone hanno una dignità, valgono più delle cose e non hanno prezzo. Tante volte, ci troviamo in situazioni dove vediamo che quello che costa di meno e la vita. Per questo l'attenzione alla vita umana nella sua totalità e diventata negli ultimi tempi una vera e propria priorità del Magistero della Chiesa, particolarmente a quella maggiormente indifesa, al disabile, all'ammalato, al nascituro, al bambino, all'anziano, che e la vita più indifesa.
Nell'essere umano fragile ciascuno di note invitato a riconoscere il volto del Signore, che nella sua carne umana ha sperimentato l'indifferenza e la solitudine a cui spesso condanniamo i più poveri, sia nei Paesi in via di sviluppo, sia nelle society benestanti. Ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente ad essere abortito, ha il volto di Gesù Cristo, ha il volto del Signore, che prima ancora di nascere, e poi appena nato ha sperimentato il rifiuto del mondo. E ogni anziano, e - ho parlato del bambino: andiamo agli anziani, altro punto! E ogni anziano, anche se infermo o alla fine dei suoi giorni, porta in se il volto di Cristo. Non si possono scartare, come ci propone la "cultura dello scarto"! Non si possono scartare!
Il terzo aspetto e un mandato: siate testimoni e diffusori di questa "cultura della vita". Il vostro essere cattolici comporta una maggiore responsabilità: anzitutto verso voi stessi, per l'impegno di coerenza con la vocazione cristiana; e poi verso la cultura contemporanea, per contribuire a riconoscere nella vita umana la dimensione trascendente, l'impronta dell'opera creatrice di Dio, fin dal primo istante del suo concepimento. E questo un impegno di nuova evangelizzazione che richiede spesso di andare controcorrente, pagando di persona. II Signore conta anche su di voi per diffondere il "vangelo della vita".
Cari amici medici, voi che siete chiamati a occuparvi della vita umana nella sua fase iniziale, ricordate a tutti, con i fatti e con le parole, che questa e sempre, in tutte le sue fasi e ad ogni età, sacra ed e sempre di qualità E non per un discorso di fede - no, no - ma di ragione, per un discorso di scienza! Non esiste una vita umana più sacra di un'altra, come non esiste una vita umana qualitativamente più significativa di un'altra. La credibilità di un sistema sanitario non si misura solo per l'efficienza, ma soprattutto per l'attenzione e l'amore verso le persone, la cui vita sempre 6 sacra e inviolabile».


Evangelii Gaudium, Esortazione apostolica sull'annuncio del Vangelo nel mondo attuale  Roma, 24 novembre 2013
«213. Tra questi deboli, di cui la Chiesa vuole prendersi cura con predilezione, ci sono anche i bambini nascituri, che sono i pin indifesi e innocenti di tutti, ai quali oggi si vuole negare la dignità umana al fine di poterne fare quello che si vuole, togliendo loro la vita e promuovendo legislazioni in modo che nessuno possa impedirlo. Frequentemente, per ridicolizzare allegramente la difesa che la Chiesa fa delle vite dei nascituri, si fa in modo di presentare la sua posizione come qualcosa di ideologico, oscurantista e conservatore. Eppure questa difesa della vita nascente e intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano. Suppone la convinzione che un essere umano a sempre sacro e inviolabile, in qualunque situazione e in ogni fase del suo sviluppo. E un fine in se stesso e mai un mezzo per risolvere altre difficolta. Se cade questa convinzione, non rimangono solide e permanenti fondamenta per la difesa dei diritti umani, che sarebbero sempre soggetti alle convenienze contingenti dei potenti di turno. La sola ragione e sufficiente per riconoscere il valore inviolabile di ogni vita umana, ma se la guardiamo anche a partire dalla fede, "ogni violazione della dignità personale dell'essere umano grida vendetta al cospetto di Dio e si configura come offesa al Creatore dell'uomo".
214. Proprio perché e una questione che ha a che fare con la coerenza interna del nostro messaggio sul valore della persona umana, non ci si deve attendere che la Chiesa cambi la sua posizione su questa questione. Voglio essere del tutto onesto al riguardo. Questo non 6 un argomento soggetto a presunte riforme o a "modernizzazioni". Non è progressista pretendere
di risolvere i problemi eliminando una vita umana. Peri) e anche vero che abbiamo fatto poco per accompagnare adeguatamente le donne che si trovano in situazioni molto dure, dove l'aborto si presenta loro come una rapida soluzione alle loro profonde angustie, particolarmente quando la vita che cresce in loro 6 sorta come conseguenza di una violenza o in un contesto di estrema povertà. Chi pub non capire tali situazioni cosi dolorose?


Discorso alla delegazione dell'Istituto Dignitatis Humanae  Sala Clementina, 7 dicembre 2013
…«Purtroppo nella nostra epoca, così ricca di tante conquiste e speranze, non mancano poteri e forze che finiscono per produrre una cultura dello scarto; e questa tende a divenire mentalità comune. Le vittime di tale cultura sono proprio gli esseri umani più deboli e fragili nascituri, i più poveri, i vecchi malati, i disabili gravi... che rischiano di essere "scartati", espulsi da un ingranaggio che dev'essere efficiente a tutti i costi. Questo falso modello di uomo e di society attua un ateismo pratico negando di fatto la Parola di Dio che dice: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza" (cfr Gen1,26)».

Discorso ai membri dell'eccellentissimo Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede Sala Regia, 13 gennaio 2014
Purtroppo, oggetto di scarto non sono solo il cibo o i beni superflui, ma spesso gli
stessi esseri umani, che vengono "scartati" come fossero "cose non necessarie". Ad esempio, desta orrore il solo pensiero che vi siano bambini che non potranno mai vedere la luce, vittime dell'aborto, o quelli che vengono utilizzati come soldati, violentati o uccisi nei conflitti armati, o fatti oggetti di mercato in quella tremenda forma di schiavitù moderna the e la tratta degli esseri umani, la quale e un delitto contro l’umanità».

Discorso ai membri della Pontificia Commissione per 1'America Latina Sala Clementina, 28 febbraio 2014
... «Come emergenza educativa, in questa trasmissione della fede e anche della cultura, e il problema della cultura dello scarto. Al giorno d'oggi, per l’economia che si e impiantata nel mondo, dove al centro c’è il dio denaro e non la persona umana, tutto il resto si ordina, e quello che non entra in questo ordine si scarta. Si scartano i bambini che sono di troppo, che danno fastidio o che non conviene che vengano... I Vescovi spagnoli mi parlavano recentemente della quantità di aborti, il numero, sono rimasto senza parole. Loro la tengono il conto di questo... Si scartano gli anziani, si tende a scartarli, e in alcuni Paesi dell'America Latina c’è l'eutanasia nascosta, c’è l'eutanasia nascosta!>.

Discorso al Movimento per la Vita italiano Sala Clementina, 11 aprile 2014
Do il mio cordiale benvenuto a ciascuno di voi. Saluto l'Onorevole Carlo Casini e lo
ringrazio per le sue parole, ma soprattutto gli esprimo riconoscenza per tutto il lavoro che ha fatto in tanti anni nel Movimento per la Vita. Gli auguro che quando il Signore lo chiamerà siano i bambini ad aprigli la porta lassù! Saluto i Presidenti dei Centri di Aiuto alla Vita e irresponsabili dei vari servizi, in particolare del "Progetto Gemma", che in questi 20 anni ha permesso, attraverso una particolare forma di solidarietà concreta, la nascita di tanti bambini che altrimenti non avrebbero visto la luce. Grazie per la testimonianza che date promuovendo difendendo la vita umana fin dal suo concepimento! Noi lo sappiamo, la vita umana e sacra inviolabile. Ogni diritto civile poggia sul riconoscimento del primo e fondamentale diritto, quello alla vita, che non 6 subordinato ad alcuna condizione, ne qualitativa ne economica ne tantomeno ideologica. "Cosi come il comandamento 'non uccidere' pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire 'no a un'economia dell'esclusione e della iniquità'. Questa economia uccide ... Si considera l’essere umano in se stesso come un bene di consumo, che si pub usare e poi gettare. Abbiamo dato inizio alla cultura dello 'scarto' che, addirittura, viene promossa" (Esort. ap. Evangelii gaudium, 53). E coli viene scartata anche la vita.
Uno dei rischi più gravi ai quali e esposta questa nostra epoca, e il divorzio tra economia e morale, tra le possibilità offerte da un mercato provvisto di ogni novità tecnologica le norme etiche elementari della natura umana, sempre più trascurata. Occorre pertanto ribadire la più ferma opposizione ad ogni diretto attentato alla vita, specialmente innocente e indifesa, e il nascituro nel seno materno e l'innocente per antonomasia. Ricordiamo le parole del Concilio Vaticano II: "La vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; l'aborto e l’infanticidio sono delitti abominevoli" (Cost. Gaudium et spes, 51). Io ricordo 0 una volta, tanto tempo fa, che avevo una conferenza con i medici. Dopo la conferenza ho salutato i medici - questo e accaduto tanto tempo fa. Salutavo i medici, parlavo con loro, e uno mi ha chiamato in disparte. Aveva un pacchetto e mi ha detto: "Padre, io voglio lasciare questo a lei. Questi sono gli strumenti che io ho usato per fare abortire. Ho incontrato il Signore, mi sono pentito, e adesso lotto per la vita". Mi ha consegnato tutti questi strumenti. Pregate per quest'uomo bravo!
A chi e cristiano compete sempre questa testimonianza evangelica: proteggere la vita con coraggio e amore in tutte le sue fasi. Vi incoraggio a farlo sempre con lo stile della vicinanza, della prossimità: che ogni donna si senta considerata come persona, ascoltata, accolta, accompagnata».

Discorso ai presuli della Conferenza episcopale del Sud Africa in visita "ad Limina Apostulorum" 25 aprile 2014
... Mi avete parlato di alcune delle gravi sfide pastorali che le vostre comunità devono affrontare. Le famiglie cattoliche hanno meno figli, con ripercussioni sul numero delle vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa. Alcuni cattolici si allontanano dalla Chiesa per rivolgersi ad altri gruppi che sembrano promettere qualcosa di meglio. L'aborto si aggiunge al dolore di tante donne, che ora portano in se profonde ferite fisiche e spirituali dopo aver ceduto alle pressioni di una cultura secolare che sminuisce il dono di Dio della sessualità e il diritto alla vita dei nascituri».

Discorso ai partecipanti al convegno commemorativo dell'Associazione Medici Cattolici italiani,  in occasione del 70° anniversario di fondazione  Aula Paolo VI, 15 novembre 2014
... «L'attenzione alla vita umana, particolarmente a quella maggiormente in difficolta, all'ammalato, all'anziano, al bambino, coinvolge profondamente la missione della Chiesa.
Essa si sente chiamata anche a partecipare al dibattito che ha per oggetto la vita umana, presentando la propria proposta fondata sul Vangelo. Da molte parti, la quanta della vita e legata prevalentemente alle possibilità economiche, al "benessere", alla bellezza e al godimento della vita fisica, dimenticando altre dimensioni più profonde - relazionali, spirituali e religiose - dell'esistenza. In realtà, alla luce della fede e della retta ragione, la vita umana e sempre sacra e sempre "di quanta". Non esiste una vita umana più sacra di un'altra: ogni vita umana e sacra! Come non c’è una vita umana qualitativamente più significativa di un'altra, solo in virtù di mezzi, diritti, opportunità economiche e sociali maggiori.
Il pensiero dominante propone a volte una "falsa compassione": quella che ritiene sia un aiuto alla donna favorire l'aborto, un atto di dignità procurare l'eutanasia, una conquista scientifica "produrre" un figlio considerato come un diritto invece di accoglierlo come dono; o usare vite umane come cavie di laboratorio per salvarne presumibilmente altre. La compassione evangelica invece e quella che accompagna nel momento del bisogno, cioè quella del Buon Samaritano, che "vede", "ha compassione", si avvicina e offre aiuto concreto (cfr Lc 10,33). La vostra missione di medici vi mette a quotidiano contatto con tante forme di sofferenza: vi incoraggio a farvene carico come "buoni samaritani", avendo cura in modo particolare degli anziani, degli infermi e dei disabili. La fedeltà al Vangelo della vita e al rispetto di essa come dono di Dio, a volte richiede scelte coraggiose e controcorrente che, in particolari circostanze, possono giungere all'obiezione di coscienza. E a tante conseguenze sociali che tale fedeltà comporta. Noi stiamo vivendo un tempo di sperimentazioni con la vita. Ma uno sperimentare male. Fare figli invece di accoglierli come dono, come ho detto. Giocare con la vita. Siate attenti, perché questo e un peccato contro il Creatore: contro Dio Creatore, che ha creato le cose così. Quando tante volte nella mia vita di sacerdote ho sentito obiezioni. "Ma, dimmi, perché la Chiesa si oppone all'aborto, per esempio? E un problema religioso?" -"No, no. Non e un problema religioso" - "E un problema filosofico?" - "No, none un problema filosofico". E un problema scientifico, perché li c’è una vita umana e non e lecito fare fuori una vita umana per risolvere un problema. "Ma no, il pensiero moderno..." - "Ma, senti, nel pensiero antico e nel pensiero moderno, la parola uccidere significa to stesso!". Lo stesso vale per l'eutanasia: tutti sappiamo che con tanti anziani, in questa cultura dello scarto, si fa questa eutanasia nascosta. Ma, anche c’è l'altra. E questo e dire a Dio: "No, la fine della vita la faccio io, come io voglio". Peccato contro Dio Creatore. Pensate bene a questo».

Discorso all'Associazione Nazionale delle Famiglie Numerose Aula Paolo VI, 28 dicembre 2014
... «Cari genitori, vi sono grato per l'esempio di amore alla vita, che voi custodite dal concepimento alla fine naturale, pur con tutte le difficolta e i pesi della vita, e che purtroppo le pubbliche istituzioni non sempre vi aiutano a portare. Giustamente voi ricordate che la Costituzione Italiana, all'articolo 31, chiede un particolare riguardo per le famiglie numerose; ma questo non trova adeguato riscontro nei fatti. Resta nelle parole. Auspico quindi, anche pensando alla bassa natalità che da tempo si registra in Italia, una maggiore attenzione della politica e degli amministratori pubblici, ad ogni livello, al fine di dare il sostegno previsto a queste famiglie. Ogni famiglia e cellula della società, ma la famiglia numerosa e una cellula più ricca, pin vitale, e to Stato ha tutto l'interesse a investire su di essa!>.