PRATO : SESSUALITA' E FERTILITA' IN ONCOLOGIA - 21 novembre 2020 in videoconferenza webinar

Cari amici,

vi invio il programma del Convegno di Marzo rimandato causa 

COVID al 21 Novembre, al quale potrete accedere tramite 

piattaforma perchè sarà in modalità webinar ( con crediti ECM).

Vi mando anche tutte le istruzioni per il collegamento.  

 

Carissimi colleghi pratesi,

il 19 Ottobre alle ore 19 avremo la Santa Messa concelebrata da

S.E. Giovanni Nerbini col nostro Assistente Spirituale Padre 

Gabriele Di Niccolò, in Cattedrale.

Non avremmo comunque potuto ricordare la ricorrenza del nostro

patrono san Luca il 18 Ottobre, perchè cade di domenica e perchè 

alcuni di noi sono ( anch'io) ad Assisi agli esercizi spirituali AMCI 

fino al 18 compreso e conferenze organizzative AMCI Nord e AMCI 

Centro rimandate al 15 -16 Ottobre causa COVID .

 

ATTI del Convegno del Forum di Assisi nel 2019: "Salute diseguale: Agiamo sulla scia di Francesco"

Cari amici

siamo lieti di pubblicare il testo completo con tutti gli Atti del Convegno del Forum Socio Sanitario di Assisi dal titolo: "Salute diseguale: Agiamo sulla scia di Francesco" del 16 novembre 2019 e curati dal Presidente del Forum  Aldo Bova.

 

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LA SCOMPARSA DEL PROF. CARLO VERGANI NEL RICORDO DI ALFREDO ANZANI

Carissimi amici

ieri sono stato informato dall’amico Alfredo Anzani della scomparsa del prof. Carlo  Vergani, un illustre clinico, accademico e Medico Cattolico fedelissimo, membro della nostra sezione AMCI di Milano da diversi anni, e che proprio in tale veste avevo avuto modo di conoscere ed apprezzare, per cui ritengo quindi doveroso esprimerre anche a nome del nostro Presidente Boscia, dell’Assistente Menichelli e di tutto il nostro Consiglio di Presidenza le nostre più sentite condoglianze alla moglie Isa, alla famiglia e a tutti gli amici di Milano che ne piangono la scomparsa!

E a seguire pubblichiamo un ricordo di Alfredo Anzani che lo ha conosciuto ed apprezzato meglio di tutti.

Franco Balzaretti


La scomparsa di Carlo Vergani, avvenuta il 22 aprile 2020,  desta incredulità e cordoglio.

Medico illustre, ha dedicato la vita alla geriatria. È stato  Direttore della Cattedra di Gerontologia e Geriatria, Direttore del Dipartimento di Medicina Interna, Direttore della Scuola di Specializzazione in Geriatria dell’Università degli Studi di Milano. Membro del Consiglio Superiore di Sanità. Nel 2011 gli è stata conferita la Medaglia d’oro di benemerenza civica del Comune di Milano.

Nel 1987 ha fondato la Scuola di specializzazione in Geriatria all’Università degli Studi di Milano. E’ stato il primo a fare una scelta del genere. Prima, in tutta Milano, non esisteva lo specialista degli anziani. Ora un medico poteva diventare, non solo cardiologo, pneumologo, ortopedico, e così via, ma anche geriatra.

Il professor Carlo Vergani ha fatto parte di quel novero di uomini che, là dove operano, lasciano il segno della loro creatività. Lo ha fatto nel campo della Medicina, quale professionista eccellente, rigoroso ricercatore e innovatore, medico testimone di come si deve perseguire, sempre e in ogni occasione, il bene della persona malata. Dotato di una straordinaria capacità di apprendimento nel campo scientifico, di un profondo acume intellettivo, di una ferrea e quanto mai solida logica del desiderio di conoscere “oltre” al già acquisito, non ha temuto di abbandonare abitudinari schemi didattico-scientifici per approdare a nuove metodologie in uno dei settori più delicati della Medicina: la cura delle persone anziane.  Il tutto con uno stile, incomparabilmente suo, improntato a buon senso e a signorilità.

“Vir probus”, ha dato testimonianza della sua fede cristiana in modo autentico, e – alla sequela del Cristo Medico – ha messo al centro del suo operare la persona fragile, ammalata, anziana. Ha lasciato scritto: “Negli atenei non si insegna l’umanità, quella che tante volte viene invocata per sfuggire all’accanimento terapeutico… Nelle università si selezionano i medici attraverso schede a risposta multipla, chiamate quiz”. “Non basta prolungare ulteriormente la vita: bisogna anche riempirla, nel caso degli anziani, di momenti di incontro e di ascolto. Si muore anche a poco a poco per inerzia, disinteresse, solitudine”.

Autorevole membro dell’Associazione dei Medici Cattolici Italiani, sezione santa Gianna Beretta Molla di Milano, ha contribuito con intelligente lungimiranza alla realizzazione di importanti convegni. Ricordiamo quelli che hanno avuto risonanza nazionale. Il primo sul tema “Determinismo genetico e scelta morale” tenuto nel novembre 1996 con la partecipazione del card. Carlo Maria Martini, il prof. Domenico Di Virgilio, il prof. Angelo Agostoni, il prof. Felice D’Onofrio, il prof. Salvatore Natoli. Il secondo, tenutosi nel 2001 sul tema: “Le cellule staminali: applicazioni cliniche e aspetti  etici”, con la partecipazione dell’allora Ministro della Salute, prof. Girolamo Sirchia, dei professori Giorgio Lambertenghi,

Nel 2004 a Bratislava il prof. Vergani ha partecipato al Congresso Europeo della FEAMC (Federazione Europea delle Associazioni dei Medici Cattolici) portando il suo prezioso contributo sulle problematiche dell’assistenza degli anziani.

Il prof. Carlo Vergani non è stato solo una risorsa, ma per tutti noi un dono. Per questo la sua perdita, oggi, è grande. Ci può consolare uno scritto di S. Agostino: “Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dove erano ma sono ovunque noi siamo”.

E noi, ora, parafrasando una delle ultime preghiere di San Papa Paolo VI diciamo: “Non è vano il programma del nostro essere di redenti: la nostra carne risorgerà, la nostra vita sarà eterna! Oh! che la nostra fede pareggi fin d’ora questa promessa realtà. Il prof. Carlo Vergani e tutti i viventi in Cristo, beati nell’infinito Iddio, noi li rivedremo”.

 

Alfredo Anzani

23 aprile 2020

SPECIALE SUL CONVEGNO AMCI DI MILANO : SOLITUDINE DEL MEDICO, SOLITUDINE DEL MALATO !

Pubblichiamo in allegato alcune relazioni del Convegno organizzato il 1 febbraio scorso dall'AMCI sezione di Milano. E, in modo particolare, segnaliamo la Lectio Magistralis di S.E. mons. Mario Delpini (Arcivescovo di Milano) ed i contributi di Cozzi, Balzaretti e Anzani.

Ed inoltre chi fosse interessato a vedere la registrazione di tutto il Convegno può collegarsi al seguente link:

https://www.youtube.com/watch?v=sy6dGjqg6Ds&feature=youtu.be

 

 

 

AMCI di Prato : Il medico che ha pianto distribuendo l'Eucarestia + ATTI CONVEGNO “Cure palliative e Hospice"

Il vescovo Nerbini ha impartito il mandato di ministri straordinari della comunione ai medici dell'ospedale di Prato che hanno così potuto dare la comunione ai malati nel giorno di Pasqua

L’idea è venuta ai medici del reparto Covid dell’ospedale di Prato: dare la comunione ai pazienti il giorno di Pasqua. «È stata una proposta nata in modo spontaneo e condivisa immediatamente con il cappellano ospedaliero don Carlo che ci ha preparati a vivere questo momento», dice il dottore Lorenzo Guarducci, che insieme ad altri cinque colleghi ha distribuito l’Eucarestia ai malati di coronavirus.

Il vescovo Giovanni Nerbini ha accolto con favore l’iniziativa e nel primo pomeriggio della domenica di Pasqua, nella cappella dell’ospedale, ha impartito loro il mandato di ministri straordinari della comunione. Oncologia, pronto soccorso, area Covid e terapia intensiva. Questi i reparti dove i degenti contagiati da coronavirus hanno avuto la possibilità di ricevere il Sacramento. E oltre un centinaio di malati ha accettato di comunicarsi. «Ho pianto assieme ai pazienti. Gli ospedali sono luoghi di cura, ma non possiamo pensare di separare il corpo dallo spirito: mi rendo conto che nella lotta al coronavirus il nostro sforzo è troppo indirizzato a combattere i mali fisici dei pazienti», afferma Filippo Risaliti, uno dei medici coinvolti. «Sono state le parole di papa Francesco a spronarci – sottolinea –. Quando ha detto che i sanitari avrebbero dovuto svolgere il ruolo di intermediari della Chiesa per le persone sofferenti abbiamo preso la decisione di proporci per distribuire la Comunione a Pasqua. Siamo gli unici che potevano farlo, dato che solo noi possiamo entrare in quelle stanze».

È stato un rito straordinario che nell'intenzione di questi medici ha voluto sanare una «doppia separazione», come spiega Guarducci: «una delle conseguenze drammatiche di questa pandemia è proprio l’isolamento, di malati e sanitari, da tutto e da tutti». Come la maggior parte del personale ospedaliero impegnato quotidianamente nella lotta al virus anche lui da oltre un mese non torna a casa da moglie e figli. «Dare la comunione ai malati per me ha significato colmare questo vuoto, questo gesto mi ha fatto ricongiungere anche con i miei attraverso il Signore. È stata una delle esperienze più belle che ho vissuto nel corso della mia vita di uomo, di cristiano e di medico », dice ancora Guarducci. Nel suo racconto il momento più toccante è stato quando ha dato l’Eucarestia a mamma e figlio ricoverati insieme per coronavirus. «Al di là dell’aspetto confessionale – riprende Risaliti – in questo momento di difficoltà i medici percepiscono la condizione di isolamento dei pazienti dagli affetti e dai parenti. Sono persone sole, sofferenti, non solo nel fisico ma anche nell’anima. Vivono una situazione di distanza umana». Indossando i dispositivi di protezione anche il cappellano don Bergamaschi è entrato nel reparto. Con sé aveva una pisside con le ostie, separate una a una da una garza per evitare una eventuale contaminazione. Mentre in rianimazione, per i pazienti intubati impossibi-litati a comunicarsi, è stata letta una preghiera davanti al letto. «Il vescovo Nerbini ci ha formalmente incaricato – conclude il dottor Risaliti – ha fatto un piccolo discorso spiegando che in questi tempi difficili noi medici siamo chiamati anche a questo. Ed io sono d’accordo: attualmente il nostro sforzo è troppo indirizzato sulla cura del male fisico, ma mi rendo conto che la spiritualità dell’uomo non si può scindere dal suo corpo. Anche quella ha bisogno di importanti cure».


Il 9 Marzo 2019 l’AMCI di Prato ha organizzato il Convegno “ Cure palliative e Hospice"  siamo peranto lieti di pubblicare, grazie allla collaborazione di Maria Nincheri in allegato tutti gli atti di questo importante ed interessante convegno, che è stato organizzato con la Pastorale sanitaria della Dioces di Pratoi, l’ACOS, i Padri Ricostruttori monaci del Convento della Villa del Palco e l’Opera di Santa Maria della Pietà.

L’ARGOMENTO È STATO SCELTO PER SOTTOLINEARE L’IMPORTANZA DELLE CURE PALLIATIVE CONTRO L’EUTANASIA.
L’olandese Schuurmans, teorico della legge sull’eutanasia, dopo alcuni decenni afferma che si poteva evitare con l’attuazione delle cure palliative.

Esse riguardano il fine vita anche di neonati pretermine, bambini gravemente ammalati, persone affette da malattie incurabili, da Alzheimer, da Parkinson, da SLA, soggetti in stato vegetativo, oppure in stato terminale da insufficienza cardiaca, respiratoria, neurologica, renale, epatica o da insufficienza multiorgano.

Appropriatezza clinica e proporzionalità delle cure evitano l’accanimento terapeutico, che si prospetta quando il trattamento è futile, straordinario, sproporzionato e oneroso. Dobbiamo quindi desistere da trattamenti inutilmente invasivi che servirebbero solo ad un prolungamento precario e penoso della vita, in soggetti terminali, per i quali scopo delle cure palliative è appunto il controllo del dolore e degli altri sintomi, comprese le problematiche psicologiche, familiari, sociali e soprattutto spirituali. In questi momenti l’anima deve poter innalzarsi facilmente, in un ambiente favorevole come la natura, nell’arte (musica) e in particolare negli atti di culto, nella preghiera, nella meditazione e nelle relazioni che portano alla vicinanza con gli altri ma soprattutto nell’intimità con Dio. Proprio per questo ad Harvard, nei programmi di laurea, sono stati introdotti corsi di “Religione, spiritualità e salute”.  Quando la terapia (soprattutto se invasiva e intensiva) non procura giovamento al paziente, si dovrebbero attivare cure palliative simultanee, per evitare inutili ricoveri in terapia intensiva, o passaggi dalla casa all’ospedale che molte volte vorrebbero prolungare la sopravvivenza, indipendentemente dalla qualità di vita, con inevitabili ricoveri impropri per giudizio prognostico e per spreco di risorse.

Noi medici cattolici seguiamo quello che Pio XII disse al congresso degli anestesisti del 1956: “La soppressione del dolore e della coscienza per mezzo di farmaci è permessa dalla religione e dalla morale, al medico ed al paziente nell’avvicinarsi alla morte, anche se si prevede che questo abbrevierà la vita”.


Moderatori sono stati il prof. Boscia Filippo Maria Presidente Nazionale AMCI e Maria Nincheri Kunz Consigliere Nazionale e Presidente di Prato.

Padre Guidalberto Bormolini monaco dei Padri Ricostruttori, ci ha parlato dell’accompagnamento spirituale nelle cure palliative con un titolo molto bello “ Il bacio di Dio: accompagnamento spirituale al fine vita”. Egli è docente al Master “ End life” all’Università di Padova, presidente di Tuttoèvita Onlus e Docente di Antropologia teologica e Teologia Spirituale. La Villa del Palco a Prato, dei Monaci Ricostruttori nella preghiera, è sede di numerosissime iniziative volte a educare ad una cultura di vita nel mistero della morte: i padri hanno comprato un borgo nella valle del fiume Bisenzio che stanno ristrutturando con volontari (come volontari sono i contributi in denaro per questa iniziativa) dove sorgerà un Hospice .

 

 

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